Borgogna at a glance

Il patchwork di colorati vigneti che il territorio della Borgogna regala al colpo d’occhio grazie alle infinite variazioni di suolo, suscita una sensazione di familiarità e gioia che solo l’unione tra uomo e natura è capace di risvegliare.

La Borgogna è una delle zone più antiche nella produzione del vino. Ad onor del vero i primi ad introdurre la coltivazione della vite furono i romani nel I Sec. d.C. seguiti poi dalla tribù germanica dei burgundi che diede il nome a questa terra.

La grande tradizione vitivinicola è stata protetta e diffusa dalle numerose comunità di monaci che abitavano queste terre e che salvaguardarono le delicate e preziose vigne.

Furono loro ad instaurare il Clos, il vigneto cinto da muretti, che regala al panorama un fascino unico e ad oggi rappresenta il marchio della zona. Tra i più famosi è il Clos de Vougeot Grand Cru impiantato dai monaci dell’Abbazia di Citeaux nel 1100 d.C. che si estende su 50 ettari appartenenti tutt’oggi a 80 proprietari.

Inoltre i monasteri disponevano di cantine perfette per la fermentazione e conservazione del vino, assicurando una crescita nella qualità grazie alle temperature degli interrati e alla gestione delle bottiglierie.

Il lavoro dei monaci è stato fondamentale per il concetto di terroir, così caro ai viticoltori francesi, e allo studio delle differenze fra i diversi cru.

Grazie a questo canale preferenziale i vini arrivarono sulle tavole di grandi estimatori tra cui i Papi e la Corte di Parigi. Si pensò quindi di proteggere la loro identità selezionando i vitigni, il gamay venne sostituito da pinot nero e il pinot bianco e grigio con lo chardonnay.

Quando nel XVII secolo, la Borgogna divenne un grande e potente Ducato, la filosofia commerciale fu quella di produrre vini di qualità che giustificassero il costo del trasporto da una zona che mancava di sbocco fluviale.

Con la Rivoluzione Francese il panorama cambiò del tutto perché le terre appartenenti al Clero furono confiscate e vendute all’asta, i grandi possedimenti divisi in piccole parcelle che ancora oggi caratterizzano il territorio.

Quella fu l’epoca in cui venne messo a punto il metodo di disposizione dei filari e condotti gli studi per evitare la stagnazione o il freddo nelle zone più esposte, la potatura del tralcio ed altre tecniche che da allora sono rimaste intatte e si sono dimostrate produttivamente eccellenti.

Il territorio della Borgogna è composto da cinque sottozone che si differenziano sia per clima sia per suolo. Si va dalle marne alternate a calcare ricco di fossili marini nella zona più a Nord, dove nasce lo Chablis e gli inverni sono cosi rigidi da richiedere l’uso di stufe tra i filari Si scende poi, della Côte d’Or, dove i vigneti datato dalla visita dell’imperatore Costantino a Autun, e dove le marne e l’argilla regalano chardonnay di grande struttura. Ci si allunga a Sud, nella Côte Chalonnaise, dove sopravvive a Bouzeron la vinificazione dell’aligoté, vitigno a bacca bianca considerato meno nobile dello chardonnay eppure capace di regalare grandi espressioni; e nel Mâconnaise fino a lambire il Beaujolais. 

Non è facile stabilire profumi e sentori caratterizzanti in una regione così ampia, la sua differenza territoriale permette un’immersione a tutto tondo nell’immenso panorama vitivinicolo per veri appassionati.

Finanche uno stesso vitigno come lo Chardonnay assume caratteri differenti all’interno della stessa regione e persino da un appezzamento all’altro a distanza di pochi passi. A Chablis l’utilizzo dell’acciaio consente l’esplodere dei profumi di acacia e biancospino, ravvivati da una nota minerale. Sono vini sapidi e di grande acidità. Nella Côte de Baune si utilizzano, invece, anche le le piccole botti per la fermentazione e la maturazione che dopo qualche anno di affinamento concede quella complessità di profumo che va dalla mandorla al tartufo bianco.

L’immersione in questi colori, in questi filari delimitati da clos o segnati solo dall’amore per la propria vite, il lavoro e la dedizione che ogni produttore investe è ampiamente ripagato dalla bellezza di questa terra, che dai tempi antichi fornisce vini di qualità unica in cui si assapora il connubio tra la passione dell’uomo è la generosità della natura.

2018-03-30T01:18:18+00:00