Jacques Tissot, vini sorprendenti dalle radici giurassiche

La regione viticola del Jura è solo un piccolo fazzoletto di terra nella sterminata geografia dell’enologia francese, eppure questo dipartimento della Franca Contea-Borgogna riserva sorprese uniche.

Il termine “giurassico” deriva proprio da qui, dal massiccio dello Jura che nel momento della sua formazione, centosessanta milioni di anni fa, era paragonabile per varietà di microrganismi alla Micronesia odierna.

La mezzaluna che lo distingue è coperta da roccia calcarea che al suo interno nasconde un’intricata rete di marne differenti che regalano a queste terre una mineralità unica capace di tradursi in un’ossidazione particolare tipica solo di questi vini.

Per il primo evento del 2018, siamo entrati nel Domaine di Jacques Tissot, che esprime magistralmente la ricchezza della geologia e del clima di questa zona.

Tutto inizia nel 1962, quando Jacques eredita dal padre un appezzamento di terreno da cui già nel 1969, anno “mitico” per l’azienda, produce il suo primo vin jaune.

Ad oggi,  Jacques possiede  trenta ettari di vigneti in cui si fondono l’esperienza della moglie Michelle e la visione innovativa dei figli Philippe e Nathalie, applicando la ‘culture raisonnée’, filosofia che che si basa sull’impiego più efficace della natura, come il calore del sole, lo studio della migliore esposizione (sud-est e sud ovest) e il monitoraggio costante del terreno a fronte dell’utilizzo minimo di prodotti fitoterapici.

Così facendo l’azienda contribuisce a mantenere la biodiversità della fauna presente e lo stato naturale delle vigne, con il più basso impatto ambientale possibile.

Da questa continua e appassionata cura nascono vini capaci per la loro lavorazione, di distinguersi per caratteristiche organolettiche che negli anni hanno regalato al Domaine Tissot il riconoscimento AOC per le vigne di Arbois, Arbois-Pupillin e Côtes du Jura.

Lo stesso Jacques definisce così il suo Savagnin, vino prodotto dall’uvaggio a bacca bianca tipico di questa regione:

“Giallo dorato, luminoso e limpido, profumi di frutta secca, pasta di mandorle e mele cotogne con note di rabarbaro. Bellissimo attacco al palato con un buon equilibrio e molta finezza e cremosità.
Note calde nel finale”

…noi ce ne siamo innamorati!

2018-01-17T09:18:51+00:00